Segnalazione illeciti – Whistleblowing

Il whistleblowing, o segnalazione di un presunto illecito, è un sistema di prevenzione della corruzione introdotto dalla legge 6 novembre 2012, n. 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione”.

Con legge 30 novembre 2017 n.179, recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato” è stata  rafforzata la tutela del dipendente  pubblico che, nell’interesse dell’integrità della Pubblica Amministrazione, segnala al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza o all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) o denuncia all’Autorità giudiziaria ordinaria, condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro.

Il dipendente che segnala un illecito  non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto a una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro. La denuncia, inoltre, è sottratta all’accesso documentale previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241. Per un approfondimento si veda la determinazione n. 6 del 28 aprile 2015 dell’ANAC.

Dall’8 febbraio 2018 è attiva l’applicazione informatica Whistleblower, sviluppata dall’ANAC.

La piattaforma messa a punto dall’ANAC consente di inviare una segnalazione di illecito in totale riservatezza che viene garantita attraverso la segregazione dell’identità del segnalante in sede di acquisizione della segnalazione, grazie all’utilizzo di un codice identificativo univoco generato dal sistema.

È possibile accedere all’applicazione tramite il portale dei servizi ANAC al seguente link https://servizi.anticorruzione.it/segnalazioni/#/

Ultimo aggiornamento il 20 04 2021